I commenti qui contenuti sono nati in diverse circostanze e risentono del loro carattere occasionale. Ho attinto al lavoro di diversi esegeti, dando il mio apporto soprattutto nell’interpretazione. Mi sono avvalsa quasi sempre dell’analisi retorica, che è un momento del lavoro esegetico che considera la composizione del testo come porta per il suo significato. Ringrazio perciò il p. Roland Meynet, S.J., che mi ha introdotto a questo metodo sia mediante i corsi sia attraverso le sue opere, in particolare: L’analisi retorica, Queriniana, Brescia 1992. Cfr. il sito: www.retoricabiblicaesemitica.org

Sicuramente non mancano nei presenti commenti le imprecisioni ma, richiesta, pubblico volentieri queste pagine, perché, rielaborate e adattate, possano nutrire il cammino spirituale e il servizio apostolico di chi vorrà servirsene. Mi scuso se talvolta può trovarsi nel testo una citazione senza che ne sia segnalato l’autore: le pagine erano state scritte per uso pratico e non per una pubblicazione.

L’ascolto della parola di Dio richiede il silenzio e la domanda del dono dello Spirito, vero interprete della Scrittura. Nell’attenzione amorosa al testo nasce in noi la memoria di altri passi biblici. Lentamente appare il senso del testo, che illumina la nostra vita e ci muove alla preghiera, alla contemplazione e trasforma la nostra vita perché ci rende capaci di realizzarlo. È lo Spirito che conduce questo percorso, nel quale è decisiva non la scienza, ma la fede e l’amore.

Scrive la Dei Verbum: “Nei Libri Sacri infatti, il Padre celeste che è nei cieli viene con molta amorevolezza incontro ai suoi figli e discorre con essi; nella parola di Dio poi è insita tanta efficacia e potenza, da essere sostegno e vigore della Chiesa, e per i figli della Chiesa saldezza della fede, cibo dell’anima, sorgente pure e perenne della vita spirituale” (21).

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