Nel ricordo di Rosalinda Antonia Rocca

Martedì 13 giugno intorno alle h. 13, la nostra sorella Rosalinda Antonia Rocca è tornata alla Casa del Padre, nel giorno del suo compleanno e del suo Santo patrono Antonio.

Rosalinda nasce a Perego – Rovagnate (CO) (attuale La Valletta Brianza - LC) il 13 giugno 1938, da papà Rinaldo e mamma Maddalena. La sua fanciullezza è segnata dalla sofferenza per la perdita della mamma. Sarà lei ad aiutare il papà nella conduzione della casa e a prendersi cura dei suoi tre fratelli Giuseppe, Enrico e Alberto.

La parola di Dio che sente leggere in casa fin da piccola risveglia in lei la vocazione missionaria. Il 15 novembre 1966, a 28 anni, Rosalinda entra nella nostra Congregazione, dopo aver preparato il matrimonio del secondo fratello e, come lei stessa scrive “con la pena in cuore perché uno resta ancora da sistemare”.

Trascorre a Parma gli anni della formazione ed emette la prima professione religiosa il 2 luglio 1970. Dopo un anno come responsabile della cucina in Casa Madre, nel 1971 è inviata alla comunità di Milano nel quartiere Gallaratese. Con il suo sorriso e la sua semplicità, avvicina tutti e in tre anni conosce e si fa amiche molte persone. Tanta gente del Gallaratese la porterà sempre nel cuore.

Nel settembre del 1974, dopo alcuni mesi a Parigi per lo studio della lingua francese, parte per il Burundi.  Dopo un anno passato a Bururi, Rosalinda parla disinvoltamente il kirundi e a settembre del 1975 viene inviata a Rumonge dove per otto anni assume la responsabilità del foyer social (Centro per la promozione della donna) e svolge attività pastorali, con un’attenzione particolare verso i più poveri. Il 2 luglio 1976 emette la professione perpetua. Prima di presentare la domanda, chiede il parere anche di persone del luogo (Barundi) che stima particolarmente, le quali la rassicurano che “può continuare il cammino intrapreso”. Nella sua domanda scrive: “Che il Signore mi faccia davvero capire che ciò che conta al di sopra di tutto è Amare con il suo stesso Cuore: è questo che la gente domanda, è l’unico linguaggio comprensibile da tutti, con tutti e sotto tutti i cieli! Sono contenta di essere qui e vorrei gridarlo a tutti con la mia vita.” Rosalinda non smentirà mai il suo sì definitivo al Signore.

Nel 1981 passa alla comunità di Murago. Vi resta fino a febbraio 1984, quando, insieme a tanti altri missionari è costretta con grande sofferenza a lasciare il Paese a causa del rifiuto da parte del Governo di rinnovare il visto. Conserverà sempre un bellissimo ricordo degli anni vissuti in Burundi, della gente, delle comunità in cui ha vissuto e della collaborazione con fratelli Saveriani da cui riconosce di aver imparato tanto.

Al rientro in Italia offre la sua disponibilità per un nuovo invio in missione e, in preparazione, segue dei corsi all’Istituto Saveriano di Parma, al CEIAL di Verona e ad Abidjan in Costa d’Avorio. Viene destinata alla nuova missione del Ciad-Camerun. Il 31 ottobre 1986 parte insieme ad altre due sorelle per iniziare una nostra presenza tra i Massa di Koumi in Ciad. E’ direttrice di comunità e si impegna per la promozione della donna e in attività pastorali, appassionandosi al metodo dell’oralità nella trasmissione della parola di Dio. Nonostante non sia più giovanissima, il suo grande desiderio di entrare in relazione con la gente la porta a parlare correntemente la lingua Massa; si adatta al clima torrido e a ogni altra situazione. Domona Murdum (il soprannome che i Massa le danno) si fa vicina a tutti e conquista il cuore della gente, soprattutto dei più poveri e abbandonati.

In dicembre del 1991 viene nominata Delegata generale (la prima) della nuova Delegazione del Camerun-Ciad, servizio che svolgerà per sei anni. Pochi mesi dopo la sua nomina la scoperta di un tumore al seno la obbliga al rientro in Italia. Con coraggio e determinazione Rosalinda affronta i cicli di chemioterapia, l’intervento chirurgico e la radioterapia. Il 24 ottobre 1993 rientra in Ciad e, con gioia, riprende il suo servizio. Dopo un anno sabbatico trascorso in parte in Italia e in parte a Parigi, nel 1999 Rosalinda è inviata a Nouldayna, nel nord-Camerun dove riprende il suo servizio di promozione della donna. A marzo del 2005 deve però rientrare nuovamente in Italia per gravi problemi di salute. Si riprende in modo sorprendente dalle varie complicazioni, aiutata anche dalla sua grande forza di volontà e dal suo amore per la vita.

E’ così pronta ad accogliere una nuova missione a Milano come direttrice di comunità e nella animazione missionario-vocazionale. La sua testimonianza missionaria, intrisa di commozione e di umorismo, piena di aneddoti, è ascoltata con piacere e suscita risposte generose.

Nel 2009 le viene chiesto di iniziare una nuova comunità a Cava de’ Tirreni (SA) insieme ad altre due sorelle. Anche qui il suo cuore buono, la sua carica di simpatia, la sua considerazione di ogni persona, la rendono molto popolare tra i laici e i sacerdoti. Non trascura nessuna occasione per uscire in mezzo alla gente, conoscere nuove parrocchie e risvegliare lo spirito missionario.

Purtroppo, nuovi gravi problemi di salute la obbligano a tornare in Casa Madre e ricevere le cure adeguate, per alcuni mesi nel 2011 e poi definitivamente dal 2014. Rosalinda lotta con coraggio contro la sua malattia, accompagnata dal desiderio di guarire e di ritornare al suo servizio pastorale. Nel progressivo peggioramento delle condizioni di salute, non vengono meno in lei l’ardore missionario e la gioia della consacrazione. Molte persone le telefonano da varie parti d’Italia, dove i suoi passaggi hanno lasciato un ricordo indelebile, soprattutto i nostri laici che le sono affezionatissimi. Finché le è possibile, è presente ai vari momenti comunitari: incontri, animazione della liturgia, serate ricreative, servizi compatibili con la sua situazione di salute. Offre la sua preghiera e le sue sofferenze per le giovani in formazione. Nelle ultime settimane le sue condizioni si aggravano. Con lucida consapevolezza si prepara all’incontro con il suo Signore. Ha per tutti parole di ringraziamento.

Anche noi ti diciamo grazie, cara Rosalinda, per la tua vita donata con gioia e generosità, per l’amore che hai saputo riversare sulla tua famiglia naturale e sulla nostra famiglia missionaria, sui poveri che il Signore ha messo sul tuo cammino, sulle tante persone che hai conosciuto. Ci hai fatto divertire con la tua allegria, e con il tuo esempio ci hai richiamati al dovere di annunciare il Vangelo a tempo e controtempo, perché ovunque si estenda il Regno di Dio. Ci lasci un grande vuoto, ma anche una grande eredità di bene.

Ora siamo certi che il Padre ti ha accolta nelle sue braccia misericordiose e ti dona la ricompensa promessa ai suoi servi fedeli. Assieme a Padre Giacomo, a Madre Celestina, a tutte le Sorelle e a tutti i tuoi cari che ci hanno preceduto in Paradiso, prega per noi.

 

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