L’anima mia magnifica il Signore.

Come Maria, la nostra Madre, che dopo aver ricevuto l’annuncio dell’Angelo, lasciò sgorgare dal suo cuore un cantico di lode e di ringraziamento a Dio: «L’anima mia magnifica il Signore…», anch’io desidero ringraziare il Signore per tutti i suoi doni che continuamente e gratuitamente mi elargisce riempiendo il mio cuore della gioia vera che solo Lui può darmi.

Il mio ringraziamento è una preghiera che nasce dal vedere  la premura  di Dio nella mia vita. E’ la preghiera che sgorga dal cuore quando i nostri occhi  sono capaci di aprirsi al mistero della presenza di Dio nella nostra vita, nella vita dei fratelli e delle sorelle che ci sono accanto, nelle vicende degli uomini, nel mondo, nella creazione.

Questi ultimi due mesi  sono stati per me ricchi di grandi emozioni umane e spirituali, vissute prima a Locorotondo e ora a Verona.

La visita a Locorotondo, in occasione dell’adesione a lmmx di 12 amici del nostro Gruppo, mi ha portato alla gioiosa scoperta delle nostre radici di lmmx, con i racconti di Nina Menischetti sulle visite costanti di Padre Giacomo, la lettura delle sue lettere e dei suoi scritti alle Associate, allora ci chiamavamo così. Poi il momento dell’adesione pubblica dei nostri amici: abbiamo davvero sentito la presenza viva di Padre Spagnolo che, non a caso, ha voluto che i primi 12 laici a entrare ufficialmente nella nostra aggregazione fossero proprio quelli di Locorotondo. Ho qui trovato una comunità parrocchiale all’avanguardia, proprio come la descrive l’Evangelii Gaudium, che vive la missio ad gentes non come settore pastorale ma come forza trainante di tutta la pastorale del territorio parrocchiale, rendendola così missionaria.

Poi Verona, con il nostro Incontro Nazionale.

La grande gioia di ritrovarci insieme fra noi e con le carissime Sorelle che, con tanto affetto e simpatia, ci accompagnano nel nostro cammino di approfondimento del carisma della nostra Congregazione.

Lo scambio, sempre arricchente, delle esperienze di Chiesa in uscita, vissute singolarmente o come Gruppo, nell’impegno di portare nella quotidianità il nostro carisma dovunque il Signore ci chiama a essere suoi discepoli missionari, testimoniando la gioia del Vangelo a tutti gli uomini. Il contesto storico in cui viviamo offre numerose opportunità per continuare a testimoniare, con passione e fiducia, la tenerezza di Dio per tutti i suoi figli. Questo ci spinge a ricercare i segni della presenza di Dio, certi di trovarli in ogni cultura, popolo e nazione. Spesso questa Presenza è nascosta nel grido stesso dei poveri e dell'umanità che continua a salire da un mondo segnato da guerre e ingiustizie, da insicurezze e situazioni drammatiche.

La possibilità di approfondire, con Padre Mario Menin, la conoscenza della straordinaria cristocentricità di san Guido Maria Conforti, con la sua santità “ordinaria”, che non brilla cioè per doni straordinari, in quanto non ci sono avvenimenti impressionanti nella sua vita, non lampi di originalità straordinari, non avventure che lascino col fiato sospeso, ma la sua capacità di fare straordinariamente bene le cose ordinarie della vita. Il suo essere un missionario atipico, per certi versi un missionario “mancato”, non essendo mai partito in missione se non per una breve visita ai suoi missionari in Cina. Eppure è stato un missionario “completo”, facendo la differenza nella Chiesa italiana e nella missione ad gentes del suo tempo.

La Messa durante la quale 14 di noi (9 del Gruppo di Milano, 3 del Gruppo di Parma e 2 del Gruppo di Ceggia), che si sono sentiti pronti ad assumere tale impegno, dopo aver percorso un cammino di formazione per l’approfondimento del carisma e un attento discernimento personale, hanno deciso di entrare a far parte, come Laici, della Congregazione delle Missionarie di Maria-Saveriane, pronunciando pubblicamente il loro “sì” di adesione a questa particolare chiamata del Signore. È la promessa esplicita di vivere con radicalità il Vangelo secondo il carisma dei nostri Fondatori nella missione ad gentes. E questo è avvenuto  proprio nella Festa di Pentecoste, il giorno in cui i discepoli, pieni di Spirito Santo, dettero inizio alla Chiesa, che nacque “in uscita”, in “partenza” per annunciare a tutti la Buona Notizia. La Madre Chiesa, che parte per servire, così come l’altra Madre, la nostra Madre Maria, che partì con prontezza, per servire.

Angela, alla fine della Messa, ha donato a ciascuno di noi una bellissima farfalla fatta con le sue abili mani che recava un bigliettino, arrotolato fra le ali, con una frase di Padre Spagnolo sul cristocentrismo. Molto azzeccato questo simbolo perché la farfalla, dopo aver affrontate le diverse fasi di crescita, da crisalide accede ad un livello di maturazione superiore fino all’ultimo stadio che le consente di librarsi in volo. Così anche noi, dopo un primo cammino di approfondimento del nostro carisma, siamo pronti ad alzarci in volo per raggiungere “in fretta” tutte le periferie esistenziali, pronti a donare gioia e speranza attraverso la nostra testimonianza di vita. 

Quanta gioia ho provato in questo momento: la gioia di sentirmi chiamata da Dio, come laica, in questa Famiglia missionaria; la gioia di essere stata voluta e amata nella mia dignità di laica dai nostri Fondatori che, ben prima del Concilio, hanno percepito l’importanza e valorizzato la figura del laico nella Chiesa. Padre Giacomo infatti  ci ha voluti come “ramo dello stesso albero”, non come pianticelle separate per addobbare il giardino della Congregazione! (...)

Che bello poter camminare insieme, consacrate e lmmx, in fraterna comunione, verso lo stesso ideale che ci accomuna: portare il Vangelo ad ogni creatura, non importa se in un paese sperduto dell’Amazzonia o nella grande Milano, perché la novità di vita di Cristo morto e risorto è la “buona novella” per l’uomo di tutti i tempi e di tutti i luoghi.

Questi nostri Incontri Nazionali sono per me “la fontana” dove abbeverarmi  per ripartire rinfrancata e piena di slancio, pronta a donare “quest’acqua viva” ai fratelli, sempre più assetati, che trovo sulla strada della mia vita, dove il Signore mi invia.

 “Te Deum laudámus: * te Dóminum confitémur!”. Grazie, Signore, per tutti questi tuoi regali immeritati!  

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