Una proposta sorprendente!

Delia Guadagnini dal 2014 è coordinatrice delle scuole convenzionate cattoliche della diocesi di Uvira, nella Repubblica Democratica del Congo. Si tratta di scuole che lo Stato ha affidato in gestione alla Chiesa.

Imparare cammin facendo
Un giorno di due anni e mezzo fa, il Vescovo d’Uvira venne a chiedermi il servizio di coordinare tutte le scuole della Diocesi: 320, di cui 6 materne, 240 elementari e 74 superiori. Sono scuole dello Stato date in gestione alla Chiesa e sparse su un territorio vastissimo, di un diametro di circa mille chilometri.
Stupita e spaventata, obiettai che sapevo poco di scuola, ma il Vescovo disse: “Delia, voglio da te una sola cosa, che tu metta lo spirito nelle scuole”. Non mi diede ulteriori spiegazioni. La proposta d’altro canto mi affascinava, perché nell’educazione si prepara il futuro di un popolo e per la possibilità di collaborare con parrocchie, bambini, giovani, insegnanti, genitori, capi villaggio, autorità statali... 
Dopo aver riflettuto e pregato ed essermi confrontata con le mie superiore, accettai, e mi sono così trasferita nella cittadina di Uvira, nella nostra comunità sul lago Tanganica. All’inizio, giorno per giorno chiedevo ai miei collaboratori: cosa devo fare oggi? Strada facendo, ho capito di quale spirito parlava il Vescovo: lo spirito cristiano, fatto di competenza, onestà, trasparenza, servizio, lotta contro il tribalismo, la menzogna, gli imbrogli…

Viaggi e rischi
Come équipe iniziamo la settimana con un incontro sulla parola di Dio e a fine settimana incontri di verifica e di analisi delle problematiche emerse con presa di decisioni relative. E poi, tanto ascolto, incontri, viaggi in visita alle scuole, formazione degli insegnanti, incontri con le autorità statali. Alcune scuole si raggiungono solo dopo giorni di cammino a piedi.
Un compito che lo Stato affida alla Chiesa cattolica è pagare tutti gli insegnanti, non solo quelli delle scuole cattoliche. Negli scorsi mesi, per ben tre volte gli incaricati sono stati attaccati proprio mentre andavano a pagare gli insegnanti nei centri più grossi. Il 25 marzo dell’anno scorso, è successo il fatto più grave. Era il venerdì santo. Papà Magambo, così si chiamava il nostro autista, stava andando a portare i salari in un grosso centro dove sarebbero convenuti gli insegnanti. Lo Stato ci aveva chiesto di pagarli prima di Pasqua affinché potessero far festa. A un certo punto la jeep è stata fermata e Magambo ucciso freddamente. Tutti i soldi sono stati rubati. Tante famiglie sono rimaste senza niente... Magambo, uomo mite e servizievole, sapeva di rischiare ma lo faceva per il bene di tante famiglie.

Fare insieme
Questo servizio mi insegna a fidarmi, a prendere decisioni dopo aver riflettuto, pregato, parlato coi miei collaboratori, rispettando anche le persone che hanno sbagliato; ad approfittare dei viaggi per parlare e pregare con chi è con me, a interessarmi di chi ha bisogno nei villaggi dove sostiamo...
Mi spinge ad avere a cuore i tanti bambini che non possono andare a scuola perché i genitori non possono pagare le tasse scolastiche, a sostenere le famiglie in difficoltà, a garantire la scuola elementare al più gran numero possibile, a spingere le autorità affinché lo Stato arrivi a prendere la grande decisione di garantire gratuità per tutti almeno alle elementari.
Mi spinge a insegnare una gestione onesta dei soldi, ad accontentarmi di una banana fino a sera, a non lamentarmi di nulla vedendo come la gente fatica a vivere e a nutrirsi una sola volta al giorno, ad essere contenta di tutto il bene che vedo in giro, da qualunque parte esso arrivi, a imparare dagli altri che in tanti aspetti sono più bravi di me. 
Il nostro compito di missionari è sempre di più “fare insieme”, preparando le persone in modo che presto possano andare avanti da sole, e noi possiamo partire dove c’è più bisogno, dove nessuno va e continuare così ad annunciare la buona novella, l’amore di Gesù.

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